Raccolta del campo sperimentale di canapa industriale sativa (cultivar USO 31) presso il plesso Mameli a Curti, lunedì 10 luglio 2017

Scritto da il 14 luglio 2017

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L’iniziativa divulgativa dell’associazione Canapa Sativa Caserta, in collaborazione con Caserta Turismo – Distretto Turistico Caserta e il WWF di Caserta per il percorso progettuale “Turismo del Verde, Oasi a Scuola”, è iniziata lunedì 10 aprile 2017.

I docenti della scuola primaria di Curti, in collaborazione con alunni e genitori, hanno intrapreso un percorso didattico per la realizzazione e la gestione di un giardino scolastico e di un orto didattico.

C’è stata la riqualificazione di aree verdi all’interno della scuola, e così, spazi ritenuti inutili, si sono trasformati in ambienti ricchissimi di vita.

La referente del progetto Oasi a Scuola l’insegnate Vittoria Di Costanzo: “le mamme sono la forza trainante di tutti i progetti che abbiamo portato avanti nel corso degli anni e per cui ancora continuiamo ad impegnarci ed a sporcarci le mani. Per ogni cosa da fare e da portare avanti c’è bisogno di impegno concreto. La canapa è l’oro di Terra di Lavoro e, se ci facciamo dare una mano dalla natura, ci aiuterà a curarne le ferite”.

Educazione e formazione non possono prescindere dal rispetto dell’ambiente, il futuro dei giovani deve essere ecosostenibile; per questo promuoviamo un modello didattico innovativo in cui i nostri ragazzi siano consapevoli del loro essere coprotagonisti e costruttori del paesaggio in cui vivono.

L’associazione Canapa Sativa Caserta è nata con il precipuo scopo di porre in essere tutte quelle azioni ed attività tese al riposizionamento al centro dell’interesse del mondo agricolo della coltivazione della canapa nel nostro territorio. Continua il presidente, l’arch. Umberto Riccio, “useremo la coltivazione per informare le scuole e la utilizzeremo come veicolo di informazione perché si crei una cultura sostenibile. L’intento è passare alla coscienza tramite la conoscenza”.

Abbiamo inoltre proposto di tenere presso il Plesso Mameli stesso, nei mesi di ottobre o novembre, un momento divulgativo, aperto a tutti, con un breve riassunto di come si è svolta l’annata di coltivazione, i prodotti ottenuti e una dimostrazione pratica.

Desideriamo inoltre confermare la nostra collaborazione per il futuro, anche con altre iniziative. L’associazione Canapa Sativa Caserta nell’ambito di un suo progetto interno di miglioramento e ampliamento delle attività, botaniche, divulgative, didattiche, turistiche ed economiche, si è posto lo scopo di avvicinarsi e collaborare con le associazioni locali che sviluppano attività connesse al territorio, ambiente, agricoltura e cultura.

Inoltre è in essere l’attivazione di Laboratori didattici dedicati alla conoscenza della Canapa sia da un punto di vista botanico che storico, rivolti alle scuole di ogni ordine e grado”.

Questo territorio convive con una delle maggiori risorse nazionali che è il turismo: agricoltura di qualità e turismo culturale, non standardizzato o di massa, costituiscono un potenziale enorme per il nostro Paese se concepite in una logica di sistema.

La diffusione di questo modulo etico necessita della creazione di nuove figure di operatori agricoli al di là della riduttiva qualificazione normativa di “imprenditore agricolo” del codice civile (art. 2135), quali “custodi” agrari del territorio. Occorre cioè concepire un ruolo più ampio: di un soggetto che si prende cura della Terra e del Territorio nel termine più ampio, avvalendosi dell’aiuto dello Stato e degli altri Enti pubblici competenti, che provvede direttamente o indirettamente alla tutela e cura della montagna, dei fiumi, dei sentieri, della acque: che conosce i sentieri naturalistici, i paesaggi, il patrimonio culturale, che indirizza o sa indirizzare il turismo in una conoscenza significativa ed intelligente del patrimonio paesaggistico e culturale dei luoghi ove vive.

Partendo da una ricognizione effettiva (censimento) delle aree a destinazione agraria, attuale o potenziale, delle aree degradate o abbandonate o incolte, delle relative possibili vocazioni agrarie, si deve favorire la assegnazione di esse a costi zero alle Comunità, mediante una agricoltura “sociale” che divenga, da ipotesi marginale, a modalità centrale per lo sviluppo di una economia etica con l’agricoltura stessa.

© Copyright 2017 Redazione, Tutti i diritti riservati. Scritto per: Vivi Casagiove
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