Dissesto, Del Gaudio al fianco dei sindaci e del presidente della Provincia

Scritto da il 11 febbraio 2018

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Norme chiare dal prossimo governo. Basta con gli amministratori costretti a chiedere elemosine per aiutare il proprio ente

«Più della metà dei Comuni della provincia di Caserta è alle prese con il dissesto finanziario con il caso limite dell’amministrazione provinciale che rappresenta la fotografia delle politiche confusionarie ed inconcludenti del centrosinistra. E’ necessario che il prossimo governo adotti misure chiare che consentano ai sindaci di potersi muovere in questa situazione, fissando dei parametri definiti, ma raggiungibili, che consentano alle amministrazioni di ottenere degli aiuti. Da tecnico ed ex sindaco di una città capoluogo che ha vissuto questo problema metterò a disposizione la mia esperienza per affrontare sin da subito nel prossimo governo questa emergenza che, come spesso accade, danneggia solo ed esclusivamente i cittadini». Pio Del Gaudio, ex sindaco di Caserta, candidato alla Camera in posizione utile nel listino proporzionale di Forza Italia è pronto a sostenere la battaglia degli amministratori di Terra di Lavoro, ma non solo. «Basta con le elemosine – ha ripreso – i sindaci sono costretti ad andare a Roma per mendicare norme e leggine speciali per poter superare il dissesto, così come è successo per Napoli. Bisogna piegarsi a logiche di appartenenza per poter aiutare il proprio Comune o, nel migliore dei casi, si deve essere fortunati ad essere nello schieramento che in quel momento governa: basta, questo tipo di politica non deve più esistere. Le amministrazioni, e questo un sindaco lo sa bene, devono poter trovare a prescindere un riferimento nello stato centrale e devono sapere che, per un determinato risultato raggiunto, corrisponde un’eventuale sostegno». Del Gaudio si rivolge poi ai dipendenti della Provincia e al presidente Giorgio Magliocca. «A loro va la mia vicinanza e la mia solidarietà – ha sottolineato – non è possibile che, a causa di una norma strampalata voluta da Renzi, i dipendenti dell’amministrazione provinciale devano essere sempre sul filo del rasoio. Il presidente Magliocca e con la stessa determinazione i suoi predecessori, Di Costanzo e Lavornia, si sono spesi in tutti i modi per superare questa situazione di precarietà che, però, nasce da un’errata attribuzione delle somme che l’ente deve versare allo Stato e non da responsabilità di chi ha guidato l’ente locale».

© Copyright 2018 Redazione, Tutti i diritti riservati. Scritto per: Vivi Casagiove
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