Degrado alla Foce del Garigliano: un’emergenza senza fine

Scritto da il 11 agosto 2017

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Estate duemiladiciassette e si torna ancora una volta sui problemi legati all’insabbiamento della Foce del Garigliano. Gli incidenti del recente passato, tra cui anche una morte purtroppo, non hanno convinto le istituzioni ad aprire un tavolo tecnico per cercare una una risoluzione definitiva sulle criticità che, come ogni anno,  si ripresentano.

Una barriera sabbiosa nel delta del fiume rende si sa pericolosa la navigazione delle imbarcazioni, che rischiano di incagliarsi, e mette a serio rischio l’incolumità di coloro che solcano il fiume, in primis dei pescatori e dei turisti.

I diportisti e le associazioni che si trovano sul fiume hanno inviato diverse segnalazioni al Comune di Minturno e a quello di Sessa Aurunca per intervenire subito, ma ad oggi non è seguita alcuna risposta.
Dopo decenni, i tempi morti della politica non hanno ancora favorito un serio intervento di dragaggio, a causa del mancato accordo tra i diversi enti (ben 13) delle due regioni Lazio e Campania e delle due province Latina e Caserta, che hanno competenza sul fiume. I lavori effettuati nel 2012 e nel 2013 risolsero parzialmente il problema in quanto il Comune di Minturno e la Provincia di Latina avevano provveduto alla sola rimozione delle barriera sabbiosa sulla metà del fiume di propria competenza. Infatti, all’intervento del 2012 è seguito necessariamente quello del 2013, per arrivare poi a quello 2015. Adesso ci risiamo! I residenti chiedono spiegazioni e soprattutto vogliono che ci sia una programmazione in merito: prevedere periodicamente delle operazioni di dragaggio. Tale tecnica è usata per mantenere navigabili porti, darsene e corsi d’acqua e per ottenere materiale da impiegare per ripascere le spiagge. Dal momento in cui anche la centrale nucleare non più in funzione, inserita come patrimonio architettonico Unesco, sembra che si stia trasformando in un Museo, aprire la via dal mare per il flusso dei turisti potrebbe essere anche un motivo in più per affrettare l’iter burocratico e amministrativo.

I progammi politici sono arricchiti da buoni pensieri sulla sicurezza, sulla riqualificazione ambientale, sul rilancio turistico e sulle attività programmate, ma a quanto pare, verba volant!

Intanto c’è pure chi paventa il pericolo di esondazione della foce visto i repentini cambiamenti climatici e le piogge sempre più fitte degli ultimi anni.  Un problema da NON sottovalutare, un problema che già è costata una vita, un problema che rimane sordo a chi dovrebbe garantire la sicurezza ai cittadini, sia dalla Regione Lazio-Campania (Nicola Zingaretti- Vincenzo De Luca), sia dalle Province Latina-Caserta, che dai Comuni come Minturno e Sessa Aurunca.  Aprire il dibattito è come aprire una ferita, basta ascoltare il grido dei residenti e dei lavoratori del mare “Bisogna intervenire non si può più attendere”.

 

Giovanna Longobardi
Giovanna Longobardi, laureata a pieni voti in Conservazione dei Beni Culturali, Master in Management dei Beni Culturali, Tirocinante presso i Musei Civici di Roma, collaboratrice presso l’Assessorato al Marketing, al Territorio e alle Attività Sportive e Culturali della Provincia di Caserta. Da oggi nuova mente propositiva per ViVi Casagiove e per trasmettere a voi il suo spirito di attaccamento al territorio.
© Copyright 2017 Giovanna Longobardi, Tutti i diritti riservati. Scritto per: Vivi Casagiove
Giovanna Longobardi

Info Giovanna Longobardi

Giovanna Longobardi, laureata a pieni voti in Conservazione dei Beni Culturali, Master in Management dei Beni Culturali, Tirocinante presso i Musei Civici di Roma, collaboratrice presso l’Assessorato al Marketing, al Territorio e alle Attività Sportive e Culturali della Provincia di Caserta. Da oggi nuova mente propositiva per ViVi Casagiove e per trasmettere a voi il suo spirito di attaccamento al territorio.
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