Consultori in provincia di Caserta, l’inchiesta presentata dalla Cgil

Scritto da il 9 marzo 2018

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È stato presentato questa mattina presso la Camera del Lavoro di Caserta un esteso studio sullo stato dei consultori in Provincia di Caserta. Dopo 40 anni dalla legge 194 permangono numerose criticità nei consultori, che restano legati all’idea di luoghi, deputati esclusivamente all’aborto e ad alcune tematiche femminili. Numerosi tagli, operati nel corso degli anni, hanno inficiato il funzionamento di strutture che dovrebbero essere luoghi di riferimento per la salute della famiglia a tutto tondo, e hanno causato una serie di disservizi per le donne, gli uomini e i giovani, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. La segretaria generale della Cgil di Caserta, Camilla Bernabei, ha aperto l’incontro annunciando che una serie di iniziative, rivolte al benessere psico-fisico delle donne, ma anche agli uomini e ai ragazzi. Esse caratterizzeranno l’intero mese di marzo e continueranno per tutto l’anno. “Lo studio presentato oggi – ha dichiarato Camilla Bernabei – si caratterizza per la capillarità della metodologia utilizzata, con decine di questionari somministrati agli operatori e agli utenti compresi tra i 16 e i 64 anni, coprendo tutti i 21 consultori della Provincia. Il risultato è ancora più utile ed interessante se si pensa che è stato conseguito in un momento particolare per la sanità campana, peraltro, sottoposta a un lungo commissariamento e con numerose vertenze in atto”. Emanuela Borrelli, responsabile per le Politiche Sociali della Camera del Lavoro di Caserta, ha elencato i dati raccolti: “Se abbiamo un primo dato confortante, questo è l’assenza di medici obiettori nelle strutture. Altro dato importante è la copertura dell’aspetto ginecologico in tutte le strutture. Abbiamo però registrato una carenza di figure professionali come psicologi, infermieri, e pediatri ed una totale assenza di andrologi. Quest’ultimo elemento – ha sottolineato la Borrelli – è estremamente preoccupante: i consultori non possono più essere percepiti come luoghi deputati alla sola assistenza ginecologica. Essi a 40 anni dall’approvazione della legge 194, devono finalmente diventare luoghi di riferimento per tutti, per le famiglie nel complesso. Di qui la necessità, evidenziata a più riprese, di servizi diretti agli uomini ma anche ai giovani con l’assistenza psicologica, i servizi diretti all’educazione sessuale anche nelle scuole, in un momento in cui le malattie sessualmente trasmissibili sono in aumento anche in provincia di Caserta. Altri aspetti di criticità sono: l’assenza di mediatori linguistici, anche solo verso l’inglese, in un territorio in cui il 30% dell’utenza dei 21 consultori è composta da cittadini migranti, e l’assenza di servizi di tutela per le persone vittime di violenza, che vengono quindi reindirizzate verso altre realtà sociali. Manca inoltre una totale informazione sui servizi offerti, su internet e non solo, e uno sportello di prenotazione digitale dei servizi. Il monitoraggio, comunque, ha registrato ristretti tempi di attesa, intorno alle due settimane, con punte di un mese per prestazioni più particolari. In conclusione la Cgil chiederà al direttore dell’Asl di Caserta un incontro per presentare la ricerca con un elenco di proposte concrete: stabilizzazione degli operatori, potenziamento degli organici, diffusione delle informazioni sui servizi e sul funzionamento dei consultori, spazi per adolescenti e presidi strutturati all’interno delle scuole, mediazione linguistica (soprattutto in luoghi dove c’è maggiore presenza di cittadini stranieri), servizi per contrasto a violenza di genere, formazione sull’orientamento sessuale e di genere (dove attualmente gli operatori sono impreparati)”.

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